Spesso si ritiene che l'approccio Cloud Computing, implichi connessioni ad alta velocità da parte dell'utilizzatore. Ma questo NON è affatto automatico.
Ci sono moltissime applicazioni del Cloud Computing, dove l'utilizzatore può utilizzare addirittura connessioni a bassa velocità.
A riprova di ciò, consideriamo un esempio in ciascuno dei 3 casi: IaaS, PaaS e Saas.
Iniziamo dall'IaaS, e prendiamo in esame, il caso di un'azienda che richiede una virtual machine per pubblicare un'applicativo di order entry per i propri clienti. E' evidente che in tal caso, ne l'azienda (che, mediante l'ICT manager amministra il servizio con RDP o addirittura con HTTPS), ne i clienti (che fruiscono del servizio via HTTP/HTTPS) avranno necessità di connessioni particolarmente veloci.
PaaS. Immaginiamo il caso di uno sviluppatore che utilizza una piattaforma Windows Azure Services o Google App Engine, per sviluppare il proprio software e quindi per pubblicarlo. Poichè entrambe le piattaforme consentono lo sviluppo off line, lo sviluppatore può addirittura non disporre di una connessione ad Internet mentre sviluppa! E per la pubblicazione, sarà sufficiente una qualsiasi connessione ad Internet.
Consideriamo infine il caso SaaS. Supponiamo che un'azienda si voglia dotare di un software (ad es CRM) per il proprio personale di vendita. In questo caso, l'azienda (o meglio il responsabile ICT per il CRM) configurerà il servizio mediante un pannello di controllo accessibile via web. Quindi il direttore commerciale provvederà a prendere visione (sempre via web) dei risultati di vendita. E gli agenti, allo stesso modo, provvederanno ad inserire i dati relativi alle vendite (sia dall'interno che dall'esterno dell'azienda). Anche in questo caso è sufficiente una consueta connessione Internet aziendale, che consenta la navigazione al proprio personale.
In definitiva: il Cloud Computing NON richiede necessariamente connessioni ad Internet veloci.
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